La ricostruzione dei fatti parte da un box auto, dove l'aggressore ha teso l'agguato alla donna prima di immobilizzarla e chiuderla nel vano posteriore della vettura. Durante il tragitto verso il tratto autostradale dell'A1 nei pressi del capoluogo toscano, Lorenza Isceri ha trovato il modo di utilizzare il proprio telefono cellulare. Ha composto il 112 e ha contattato un conoscente, restando in linea per circa venti minuti in una comunicazione disperata in cui ripeteva la frase: "Aiuto, mi vuole uccidere". Gli operatori delle forze dell'ordine hanno cercato di localizzare il segnale telefonico per indirizzare le volanti sul percorso dell'auto in fuga. L'intervento non ha evitato l'esito fatale. L'uomo ha raggiunto il viadotto autostradale, ha fermato la marcia, ha estratto la donna dal veicolo e l'ha scaraventata giù dal ponte. Subito dopo ha scavalcato la barriera di protezione e si è gettato a sua volta nel vuoto. Quando le pattuglie della Polizia di Stato e i soccorritori del 118 sono giunti sul punto esatto della carreggiata, hanno rinvenuto l'auto abbandonata e hanno individuato i due corpi senza vita sul terreno sottostante il viadotto. I rilievi tecnici della Scientifica sono proseguiti per ore lungo il cavalcavia per repertare le tracce biologiche, verificare la presenza di segni di colluttazione all'interno del garage e quantificare la traiettoria della caduta, mentre la Procura competente coordina gli accertamenti formali sul doppio decesso.