venete, prevede la presenza di medici di guardia h24 e l’equipaggiamento per interventi di emergenza basica, incluse le manovre di disostruzione pediatrica. I dati dell’Osservatorio sanitario regionale evidenziano che, nei primi otto mesi del 2026, le strutture del genere hanno registrato 4.217 accessi per emergenze respiratorie in età pediatrica, con un tasso di successo delle manovre di rianimazione del 92,3%. Il caso di Castelmassa, tuttavia, solleva una domanda di sistema: se la struttura fosse stata dotata di un defibrillatore pediatrico — strumento non previsto nella dotazione standard delle Case di comunità — il protocollo di intervento avrebbe potuto essere ancora più efficace. Secondo il protocollo regionale del 2024, approvato dalla Giunta veneta con delibera n. 1422 del 15 ottobre 2024, i defibrillatori pediatrici sono obbligatori solo nelle strutture ospedaliere di secondo livello e nei Pronto soccorso. Le Case di comunità, invece, devono limitarsi a "attrezzature per la disostruzione e la rianimazione cardiopolmonare di base". L’intervento di Puliafito, documentato dal verbale del Suem (n. 789/2026, depositato il 5 settembre), conferma che le manovre di disostruzione — praticate secondo le linee guida internazionali dell’OMS — sono state eseguite correttamente. Il tempo trascorso tra l’arrivo della neonata e l’intervento