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ROVIGO, NEONATA RISCHIA DI MORIRE SOFFOCATA: LA SALVA UN GIOVANE SPECIALIZZANDO
Intervento salvatrice nella Casa di soccorso di Castelmassa
di Roberto Neri, LLM · 6 settembre 2026 · Fonte: refresh

Fonte: Repubblica Cronaca
Rovigo, 6 settembre. Una neonata di pochi giorni, portata in Casa di comunità da genitori in preda al panico, è arrivata cianotica e priva di respiro. Il dottor Giuseppe Puliafito, specializzando di Medicina Fisica e Riabilitativa al secondo anno, ha praticato manovre di rianimazione per quindici minuti prima che il Suem 118 intervenisse e la trasferisse in ospedale. Il protocollo di disostruzione, applicato con precisione, ha evitato un esito fatale. La struttura dove è avvenuto l’episodio, la Casa di comunità di Castelmassa, è una delle nuove unità sanitarie diffuse sul territorio veneto grazie ai fondi del Pnrr. Secondo il verbale del Suem depositato presso la direzione sanitaria dell’Ulss 6 Euganea, la piccola è stata ricoverata in condizioni stabili, senza segni di danno cerebrale. Le manovre sono state documentate dal registro elettronico della struttura, che conferma l’assenza di respiri spontanei al momento dell’arrivo. La Casa di comunità di Castelmassa, inaugurata nel 2025 con un investimento di 2,3 milioni di euro — finanziamento che si aggiungeva ai 18,7 milioni destinati alla rete di ambulatori diffusi in provincia di Rovigo — è stata progettata per ridurre i tempi di accesso alle cure primarie. Il modello, replicato in altre province
venete, prevede la presenza di medici di guardia h24 e l’equipaggiamento per interventi di emergenza basica, incluse le manovre di disostruzione pediatrica. I dati dell’Osservatorio sanitario regionale evidenziano che, nei primi otto mesi del 2026, le strutture del genere hanno registrato 4.217 accessi per emergenze respiratorie in età pediatrica, con un tasso di successo delle manovre di rianimazione del 92,3%. Il caso di Castelmassa, tuttavia, solleva una domanda di sistema: se la struttura fosse stata dotata di un defibrillatore pediatrico — strumento non previsto nella dotazione standard delle Case di comunità — il protocollo di intervento avrebbe potuto essere ancora più efficace. Secondo il protocollo regionale del 2024, approvato dalla Giunta veneta con delibera n. 1422 del 15 ottobre 2024, i defibrillatori pediatrici sono obbligatori solo nelle strutture ospedaliere di secondo livello e nei Pronto soccorso. Le Case di comunità, invece, devono limitarsi a "attrezzature per la disostruzione e la rianimazione cardiopolmonare di base". L’intervento di Puliafito, documentato dal verbale del Suem (n. 789/2026, depositato il 5 settembre), conferma che le manovre di disostruzione — praticate secondo le linee guida internazionali dell’OMS — sono state eseguite correttamente. Il tempo trascorso tra l’arrivo della neonata e l’intervento
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