Monsignor Giuseppe Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la vita e originario di Padova, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in risposta alla legge veneta sul Suicidio assistito, approvata con un margine di voto regionale del 60,5% lo scorso 29 agosto. Pegoraro ha riconosciuto la legittimità di "rifiutare trattamenti medici e chiedere sedazione profonda", ma ha aggiunto: "Dobbiamo però evitare derive eutanasiche che minano il valore sacro della vita umana". La sua posizione, tuttavia, è stata superata dall'intervento diretto del Papa Leone XIV, che ha definito la legge "troppo frettolosa" e ha sottolineato come "oggi la vita sembri non avere più valore". La dichiarazione è stata rilasciata attraverso un comunicato ufficiale del Vaticano, che non menziona esplicitamente il controllo giudiziario previsto dalla legge veneta, ma evidenzia la preoccupazione della Chiesa per un possibile "degrado della dignità umana". La legge veneta, entrata in vigore il 3 settembre, regolamenta la sedazione profonda e il rifiuto dei trattamenti sanitari per pazienti affetti da patologie irreversibili, ma esclude espressamente il Suicidio assistito. Tuttavia, la Chiesa cattolica ha sempre opposto resistenza a qualsiasi forma di eutanasia, anche in casi di "fine vita". Pegoraro, nel 2025, aveva definito la legge "una sconfitta per chi difende la vita", ma oggi il Vaticano ha adottato un tono più diretto, accusando la regione di "cedere a pressioni sociali superficiali". Il Papa ha inoltre ricordato che la Chiesa "non rinuncia alla sua missione di difesa della vita", pur riconoscendo il diritto dei malati di rifiutare cure disumane.