da La Repubblica in un audio esclusivo riservato agli abbonati premium, ha sottolineato come le misure di sicurezza siano migliorate rispetto al suo periodo attivo: «Allora non c’erano neanche i caschi con airbag, oggi i veicoli sono protetti e i tracciati monitorati da droni 24 ore su 24». Tuttavia, ha aggiunto, «i margini di errore umani e tecnici permangono». Il riferimento è diretto ai controlli pre-gara: secondo il verbale della Commissione Medica del Rally (disponibile online sul sito ufficiale), il veicolo coinvolto nell’incidente di sabato presentava una perdita di olio non segnalata dai meccanici, come attestato dal rapporto tecnico del 6 settembre (fascicolo n. 567/2026). La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ha già avviato un’indagine interna, come confermato dal portavoce Marco Rossi: «Stiamo valutando le procedure di controllo e la formazione del personale tecnico». Il contrasto tra la retorica della sicurezza e i fatti emerge chiaramente dai numeri: dal 2020 al 2026, il Rally di Sanremo ha registrato 12 incidenti mortali, di cui 8 solo negli ultimi due anni. Nel 2024, la FIA aveva introdotto protocolli più stringenti