per aver sottovalutato i legami causali tra emissioni e cambiamenti climatici. Il documento americano, basato su un campione ridotto di studi e metodologie contestate, aveva cercato di ridimensionare la validità dell’Endangerment Finding del 2009, il provvedimento che legava ufficialmente il riscaldamento globale all’inquinamento industriale. La revisione britannica smonta queste argomentazioni: “I modelli climatici che escludono l’impatto umano — spiega Tim Osborn, coordinatore dello studio — non tengono conto della fisica dei gas serra e delle osservazioni satellitari sulla radiazione in uscita. Le evidenze sono così solide che qualsiasi tentativo di negarle si configura come disinformazione scientifica”. Il dato più preoccupante emerge dall’analisi regionale: le temperature medie estive in Europa sono ora superiori di 1,8°C rispetto al XX secolo, con picchi di +3,5°C in aree come la Pianura Padana e le Alpi orientali. Secondo il Servizio Copernicus, questi incrementi hanno già ridotto del 30% la produttività